Caccia al patrimonio disperso della famiglia Martelli
Un tesoro d’arte sacra Martelli nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta a Capalle (Campi Bisenzio)





Si tratta di un parato di gran pregio appartenuto a Giuseppe Maria Martelli (1678-1741) che testimonia, ancora una volta, il valore della casata fiorentina anche al di fuori della città di Firenze. Su Giuseppe Maria Martelli, il cui volto è ritratto all’interno di un clipeo in mosaico nella cappella di famiglia nella Chiesa dei Santi Michele e Gaetano a Firenze, abbiamo molte notizie. Il Martelli, membro dell’Accademia della Crusca, è ricordato anche grazie all’abilità oratoria e di scrittura, oltre che per la carriera ecclesiastica intrapresa1. Nacque da Niccolò di Marco (1634-1711) e Teresa Gerini2. Nel 1685 divenne Cavaliere di Santo Stefano. Canonico all’età di vent’anni e nel 1720 priore della Basilica di San Lorenzo in Firenze. Il 2 marzo 1722 papa Innocenzo XIII lo nominò Arcivescovo di Firenze. In quella veste si occupò delle indulgenze recandosi nei seminari e visitando le numerose parrocchie della diocesi. A lui si deve il totale rifacimento del Palazzo Arcivescovile di Firenze. In un periodico fiorentino del 1853 si ha notizia di una interessante donazione dell’Arcivescovo alla mensa arcivescovile: si trattava di una villa nella località di Capalle, a Campi Bisenzio3. Fu probabilmente in occasione di una delle consuete visite nel territorio della diocesi, che l’arcivescovo Giuseppe Maria Martelli si recò nella chiesa dei Santi Quirico e Giulitta a Capalle, e che, acquistò la famosa villa “il Palagione”, confinante con la chiesa4 pensando all’utilità della canonica per la Mensa Arcivescovile5.
Per la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, Giuseppe Maria Martelli fece eseguire questo paramento liturgico, che resta a testimonianza della sua attività dedicata al luogo6.
Il paramento si conserva completo di tutte le sue parti. Non solo la pianeta, ma anche due dalmatiche, due stole e tre manipoli con frange. La decorazione è a motivo damascato con foglie d’acanto e fiori, il tessuto è una pregiata seta di colore rosso e bianco. Ciò che tuttavia permette di attribuire al vescovo Giuseppe Maria Martelli questi oggetti è senz’altro lo stemma Martelli, stemma cardinalizio con cappello verde e dodici nappe a tre ordini, ricamato in fondo alla pianeta. Si ringrazia per la segnalazione Annalisa Innocenti.
Cristiana Danieli
1 A. Civai, Dipinti e sculture in casa Martelli. storia di una collezione patrizia fiorentina dal Quattrocento all’Ottocento, Firenze, 1990, pp. 81-84.
2 Niccolò e Teresa ebbero numerosi figli fra i quali, oltre al primogenito Marco (1670-1734), l’abate Domenico (1672-1753) che tanta rilevanza ebbe per l’accrescimento, nel Settecento, della collezione di famiglia. La generazione dei figli di Marco e Teresa, esponente di una famosa famiglia di collezionisti fiorentini, sarà quella che lascerà più segni sulla decorazione del palazzo e sulla raccolta d’arte arrivata al Novecento, attualmente visibile nel museo..
3 Il fiorentino istruito nelle cose della sua patria. Calendario per l’anno bisestile 1852. Anno Settimo, Firenze, 1853, p. 146.
4 C. C. Calzolari, L’Archivio Arcivescovile di Firenze, in Rassegna storica toscana: società Toscana per la Storia del Risorgimento, vol. III, fasc. 1, Firenze, pp. 167, 168.
5 N. Delli (a cura di), Le reliquie dei Santi di Capalle, San Donnino (Firenze), 2003, pp. 18-20.
6 G. Aranci (a cura di), L'archivio della mensa arcivescovile di Firenze, Firenze, 1996.